IL PROGETTO

UNO STADIO PER UNA REGIONE

Ogni Svizzero ha due squadre nel cuore: la sua e l‘Ambrì!  Sta in questa semplice frase il segreto dell’Hockey Club Ambrì-Piotta, uno dei brand sportivi più conosciuti di Svizzera e probabilmente il più amato.

Perché l’HCAP – società fondata nel 1937, 52 anni di storia in Lega Nazionale A, di cui gli ultimi 32 ininterrotti, vincitore della Coppa svizzera e due volte vincitore della Continental Cup europea – esprime proprio i valori sportivi e nazionali più profondi del paese.  Molti considerano un miracolo la storica resistenza di questo club situato in un paesello di poche centinaia di anime.

Ma non si tratta di un miracolo: è invece la conseguenza logica e razionale di quella passione che ogni uomo porta dentro di sé: nostalgia per le proprie radici, attaccamento ai valori e alle tradizioni, fede nello sport puro e incontaminato, forte bisogno di identità in un mondo che ne manca sempre più. Non a caso i qui i tifosi cantano che “non moriremo mai”; sanno quanto è profondamente radicato nell’animo del Paese questo club sportivo assolutamente unico.

Tutto questo rappresenta l’HCAP, anima di un piccolo villaggio della regione del San Gottardo: neve e ghiaccio, montagna e radici della Svizzera, fedeltà ai valori e agli ideali più alti dello sport.  L’Ambrì è più di una squadra, l’Ambrì è un’idea! Un’idea ben precisa, di competizione vera, fatta da uomini autentici che non temono le difficoltà e sanno battersi con grinta e determinazione anche contro squadre più forti sulla carta.

Questo miracolo che si ripete di anno in anno ha una casa, il tempio più “cult” dell’hockey svizzero, la pista della Valascia costruita nel 1953. Purtroppo questa casa dovrà presto essere abbandonata: la Lega Nazionale di Hockey – desiderosa di far crescere ancora il successo di questo campionato, il terzo al mondo per spettatori e cifra d’affari dopo la NHL e la KHL, e il primo in Svizzera ben davanti al campionato di calcio – ha aumentato notevolmente le esigenze per gli stadi omologati. Purtroppo la gloriosa Valascia non può essere ristrutturata perché secondo gli esperti si trova in una zona di potenziale pericolo di valanghe.

Da qui la necessità di costruire un nuovo stadio multifunzionale, che non solo sostituisca quello vecchio, ma diventi il polo d’attrazione di tutta la regione del S. Gottardo, situato direttamente sulla principale autostrada transalpina Nord-Sud (7 milioni di veicoli l’anno, per metà svizzeri e per metà italiani, tedeschi, olandesi, francesi…), a 90 minuti d’auto da Milano e da Zurigo, a 20 minuti dal nuovo grande centro del turismo invernale che si sta costruendo ad Andermatt.

Per costruire un nuovo stadio che mantenga immutato lo spirito della Valascia, bisognava ci certo affidarsi ad uno dei migliori architetti del mondo. E l’HCAP l’ha trovato, nella persona di Mario Botta, che ricorda anche lui con nostalgia le giornate passate in treno da ragazzo per venire alle partite del suo Ambrì. Ne è uscito un progetto fantastico, che qualificherà tutta la regione e attirerà migliaia di visitatori, come tutte le sue opere. Uno stadio multifunzionale che ospiterà non solo le infrastrutture sportive, ma anche ristoranti e negozi, sale conferenze e uffici, spazi wellness e ambienti per manifestazioni di ogni genere.

Realizzare il progetto architettonico – che è stato offerto da donatori privati ed ha già ottenuto la licenza di costruzione – costerà una cinquantina di milioni di franchi, di cui quasi metà finanziati da fondi pubblici. Questa è ovviamente la sfida più grande della storia dell’HCAP, che pure ne ha vissute e vinte moltissime.